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Articoli da Unita' Repubblicana

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Associazione politica per l'Italia della ragione

AAA cercasi firme finti repubblicani

C’è qualcuno, da tempo trasferitosi nelle fila del PD, che improvvidamente sta tentando di sostenere che la tradizione repubblicana, quella autentica, sarebbe da tempo schierata a favore della riforma costituzionale Renzi-Boschi. Secondo costoro la sostenevano già Ugo La Malfa e Giovanni Spadolini e bon ultimo Antonio Maccanico, oltre non meglio identificati ex parlamentari. Questo qualcuno ha ben imparato la lezione renziana, quella di imbrogliare, di barare, di dire bugie ad ogni piè [leggi]

RENZI e ORBAN, le due facce della crisi europea

di Massimo Colaiacomo “I want my money back”, diceva, senza troppi giri di parole, Mrs. Margareth Thatcher all’indirizzo di Bruxelles. Chissà se Matteo Renzi si è ricordato della protesta inglese quando, l’altro giorno, ha reclamato, nel suo tour referendario, che l’Italia riceve dall’Europa 8 miliardi in meno di quanto versa. Rivolto poi al premier ungherese, Renzi ha sollecitato la burocrazia europea a tagliare i fondi a quei Paesi che rifiutano di [leggi]

SI o NO : Le ragioni di una scelta

Convegno organizzato dall’Associazione Liberi Cittadini Sabato 15 ottobre ore 15.30 presso Hotel DIANA – Roma Via Principe Amedeo 4 Partecipa per Unità Repubblicana Massimo Colaiacomo [leggi]

IL PONTE DEI SOSPIRI DI RENZI (Che s’ha da fa’ pe’ campa’) Di Mauro Mellini

Ha dovuto fissare la data del referendum. Ha l’acqua alla gola, non sa più “a quale santo votarsi”. Vuol far capire che no, non è il caso di cacciarlo via, proprio “sotto Natale” perché lui è buono e ci garantisce tutto e di più e, in fondo che ci chiede? solo una Costituzione fatta per lui, per il suo partito, anzi per “il Partito della Nazione”. Di qui al 4 dicembre ci prometterà tutto ed il contrario di tutto: abbassamento delle tasse, aumento degli stipendi e delle [leggi]

DISCORSI “A PERA” di Mauro Mellini

Francamente credevo che la “moderazione” di Berlusconi e di Forza Italia (con le meritorie eccezioni) nella scelta e nella campagna per il No, dipendesse da ben altre forme di pressione e da complessi e sindromi più serii. Assai meno autorevoli e presentabili, meno paludati ma anche meno facilmente eludibili… E invece, forse perché anche per il pressing su Berlusconi e Forza Italia quelli del SI sono al lumicino, vien fuori che Cerasa, per fare appello alla “cultura profondamente [leggi]

PERCHÉ VOTARE NO SERENAMENTE AL REFERENDUM SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE 7 domande e 7 risposte per spiegare le ragioni del no

E’ vero che la riforma della Costituzione garantirà stabilità? No. Non è vero. La riforma della Costituzione si limita a ridisegnare le competenze delle due Camere e non introduce nessuna disposizione volta a garantire la cosiddetta stabilità. Sarà sempre il Presidente della Repubblica ad affidare l’incarico di formare un Governo e designare il Presidente del Consiglio. Il Presidente incaricato dovrà avere la fiducia della Camera dei Deputati. Oggi la fiducia deve essere espressa da [leggi]

Armi di distrazione di massa

Relegata, per decenza, nelle pagine interne dei giornali è apparsa la notizia che l’aula di Montecitorio ha approvato la mozione della maggioranza di Governo che invita il Parlamento a valutare “eventuali proposte” di modifica della legge elettorale chiamata, chissà perché, “italicum”, forse per ricordare, nel paese di Arlecchino e Pulcinella, l’approssimazione e l’improvvisazione che caratterizzano la genia politica italiana. Si potrebbe, però, ricordando Armando Diaz, [leggi]

Dell’indissolubilità tra Italicum e Riforma costituzionale

Michele Ainis, un costituzionalista acuto e attento, ha messo in guardia sul pericolo di affidare alla Corte Costituzionale competenze politiche che sono, invece, proprie del potere politico (E la consulta si trasforma da arbitro a giocatore “la Repubblica” del 13 settembre 2016). Non vi è dubbio che tra l’attesa di un pronunciamento della Suprema Corte sulla legge elettorale, denominata, non si sa perché, Italicum e l’attesa, che si allunga nel tempo, della data per il referendum [leggi]

ROMA, Raggi ovvietà, complotti e burattinai

Quanto avviene a Roma, in Campidoglio, ha tutto il sapore di una resa dei conti dell’”antipolitica”, del giustizialismo con le loro grottesche contraddizioni autolesionistiche a confronto con le realtà ineludibili della politica e dell’amministrazione. Vi sono aspetti della questione decisamente odiosi ed inconcepibili. Il fatto che la Raggi, come tutti gli eletti del “Movimento 5 Stelle” abbia firmato un contratto che la vincola nei suoi comportamenti istituzionali ad una società [leggi]

A tutti i Comitati per il NO

Cari Amici, Come abbiamo già da tempo dichiarato, stiamo lavorando per il NO al referendum costituzionale intendendo COLLABORARE CON TUTTI INDISTINTAMENTE I COMITATI PER IL NO sia nazionali che locali. TUTTO QUANTO PUBBLICHIAMO su questa pagina PUO’ ESSERE LIBERAMENTE RIPRESO da tutti ed in particolare da tali comitati, con preghiera di citarne cortesemente la fonte e null’altro. Stiamo provvedendo all’edizione con Bonfirraro Editore – Barrafranca (Enna) di un libretto STUPIDARIO DEL [leggi]

Dopo D’Alema anche da Destra un chiaro NO

Le manovre ambigue degli ambienti finanziari e dei “poteri forti” per condizionare negativamente l’impegno del Centrodestra per il NO al referendum sembra che siano destinate all’insuccesso. Si erano rivelate nel peggiore dei modi, profittando dell’assenza dal campo di Berlusconi, sottoposto a quella grave operazione al cuore e ciò aveva conferito il segno della brutalità all’intervento “nazarenico” di Confalonieri. Il “commissariamento” di Forza Italia, del resto, a parte [leggi]

Polemiche referendarie

Il nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, nella sua seconda veste di Segretario del Partito democratico, intervenendo a Catania alla Festa nazionale dell’Unità, ha così fornito l’orientamento ai propri compagni di partito, seguaci e simpatizzanti, a proposito del prossimo referendum costituzionale: «Sarà il bivio tra chi dice Sì perché vuole cambiare, e chi dice No perché vuole rimanere nella palude». Un’impostazione in cui si apprezzano le sottili [leggi]

Al Signor Sindaco Virginia Raggi

Intendiamo richiamarci alla figura di Ernesto Nathan, che è stato all’inizio del ‘900 il Sindaco di Roma che è riuscito a trasformare la città da borgo provinciale a Capitale dello Stato, grazie a decisi interventi urbanistici, importanti misure sociali e soprattutto grazie all’introduzione di una oculata gestione amministrativa… [leggi]

Quale democrazia?

La sconfitta di questo turno di elezioni amministrative ha un solo nome: Matteo Renzi. A nulla valgono le giustificazioni, pre e post elettorali, che si trattava di un turno, appunto amministrativo, parziale e separato da valutazioni politiche nazionali. Si votava in grandi città del nord, del centro e del sud: a Roma, a Milano, a Torino, a Napoli. Che queste elezioni avessero una valenza nazionale era perciò inevitabile. Il PD di Renzi ne esce sconfitto, soprattutto laddove il cosiddetto [leggi]

La Lista Nathan e il ballottaggio

Siamo scesi in campo nella competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale di Roma e per l’elezione del nuovo Sindaco della città costruendo una “Lista Nathan” che potesse raccogliere quel mondo laico, democratico e repubblicano che da anni non ha più rappresentanza in Campidoglio. Volevamo cogliere l’occasione della presenza tra i competitori alla carica di Sindaco dell’ingegner Alfio Marchini che si collocava a distanza da quei partiti di centro-destra e di [leggi]

Lettera al direttore Marco Travaglio

Caro Direttore,  sul quotidiano da Lei diretto è apparso un articolo a firma di Tommaso Rodano in cui si parla, ovviamente con ironia, dello “scantinato degli eredi di La Malfa” dove oggi ha sede ufficiale il Partito Repubblicano Italiano. Per onore della storia vorrei ricordare che quella sede, in Via Turba in Prati, è stata una delle sezioni storiche del repubblicanesimo italiano. Tanto per fare nomi è stata la sezione di Randolfo Pacciardi, il leggendario comandante della Brigata [leggi]

Le elezioni di giugno e lo scenario politico

E’ sempre molto azzardato trarre conclusioni generali dai risultati elettorali amministrativi, soprattutto quando riguardano una parte parziale dell’elettorato nazionale. Ciò premesso e con le dovute cautele forse qualche indicazione dal voto del 5 giugno è possibile trarla. Non vi è alcun dubbio che i risultati di Roma, Torino, Milano, Napoli siano risultati disomogenei, ma alcune linee di tendenza si possono, ciò nonostante, cogliere. Il primo dato che appare alquanto omogeneo, da [leggi]

Riunione appello ai repubblicani

Caro Bergamante, ho ricevuto con piacere l’invito per l’iniziativa del 25 marzo prossimo alla quale, per impegni di lavoro, non potrò prendere parte. In ogni caso desidero farTi sapere che, quand’anche non presente fisicamente, lo sarò idealmente. Credo, infatti, che ogni Repubblicano, dentro e fuori il PRI, non possa non ritenere mortificante lo stato in cui versa il PRI e, conseguentemente, prendere le distanze dagli esiti del 47° Congresso Nazionale. Un’assise che, oltre a [leggi]

Amici giapponesi

Cari amici repubblicani, mi identifico volentieri ed orgogliosamente in uno di quei soldati giapponesi che, fideisticamente a guerra finita, continua a riferirsi nella quotidianità alla cultura, ai valori ed alle tradizioni repubblicane e mazziniane. Deluso dal PRI svenduto al pregiudicato, deluso dal MRE al quale, dopo il Congresso di Bari ho dato l’anima, ho scelto di testimoniare ed onorare in silenzio e con l’esempio del mio modo di essere nella quotidianità gli ideali ai [leggi]

Ai promotori dell’appello “Ai Repubblicani”

Cari Amici, mi è pervenuto, per la cortese sollecitudine di Alfredo Arpaia e di Tino Bergamante, il vostro documento, diffuso nella imminenza del Congresso del PRI, partito nel quale ho militato lungamente e appassionatamente e che , con grande dolore, ho deciso di lasciare, ormai quasi vent’anni fa, per dissensi politici assai gravi. Ma l’uscita dal PRI non ha alterato in nulla la mia fedeltà agli ideali e alla cultura del repubblicanesimo. Pur non riconoscendomi nei diversi orientamenti [leggi]