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Articoli da Unita' Repubblicana

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Associazione politica per l'Italia della ragione

PANZA e SOSTANZA di Davide Giacalone

Il problema non è d’essere liberi da chi cerca di condizionarti o indirizzarti, ma restarlo dall’umano desiderio d’essere applaudito e sostenuto. Ammiro Giampaolo Pansa non solo e non tanto per il giornalista e lo storico che fu, il cui stile e i cui studi, seri assai, hanno segnato un’epoca, quanto per l’esempio intellettuale che resta. E che resta un’eccezione. Non si è mai liberi dalle proprie convinzioni e passioni. La forza sta nel sottoporle continuamente a verifica. La [leggi]

Annunciazione annunciazione di Davide Giacalone

Stupisce che gente comunque avveduta, che ha dimostrato, se non altro, una discreta capacità di barcamenarsi, non si renda conto che annunciare generosità fiscali alla vigilia delle urne, per giunta regionali, svilisca anziché impreziosire l’annuncio stesso. Stupisce anche che non s’impari nulla dall’esperienza, vivendo in un eterno presente dimentico di come bonus e assunzioni propiziarono a Renzi, giusto per citare un precedente vicino, l’avvio alla sconfitta elettorale. Esaurita [leggi]

FISCO IMPOVERENTE di Davide Giacalone

Sono tutti a favore della diminuzione della pressione fiscale, ma quella resta a livelli demoniaci. Tutti parlando di necessario shock per riprendere a crescere, ma poi restano scioccati nell’immobilismo. Ora il governo si divide, tanto per cambiare, sul come e dove cominciare: cuneo fiscale o Irpef? Si comincia dalla spesa, se si vuole andare da qualche parte. I dati elaborati da Confindustria ed Itinerari previdenziali mostrano che per ogni 100 euro che finiscono, netti, in tasca al [leggi]

GARA DI DEMAGOGIA BANCARIA di Davide Giacalone

Non salviamo i banchieri, salviamo i risparmiatori. Dietro questa affermazione, priva di senso, ritornata in auge con Popolare di Bari, opportunamente commissariata dalla Banche d’Italia, prospera l’equivoco e si genera un costume che mira ad aggirare le regole, continuando a saccheggiare i soldi dei contribuenti. Non solo, serve anche a prolungare l’imbroglio che ha imbrogliato chi voleva imbrogliare: usare i soldi dei contribuenti per salvare le banche è una conquista (i tedeschi lo [leggi]

SOMARI INCATTIVITI di Davide Giacalone

L’ignoranza cresce e le colpe sono diffuse. I dati pubblicati dall’Ocse non ci dicono nulla che già non sapessimo, ma ci dicono molto che ci si ostina a non volere capire. Peggio: lo si rifiuta. Misurando la capacità di leggere e comprendere un testo i risultati migliori emigrano ad oriente. E già questo la dice lunga: i Paesi di più solida e lunga ricchezza dovrebbero essere i più istruiti, invece sono meno formativi e selettivi. Noi italiani siamo i messi peggio fra i messi male. I [leggi]

Mes … colando ignoranza e arroganza di Davide Giacalone

  Ce ne ricorderemo, di questo Mes, Fondo salva Stati o European Stability Mechanism che dir si voglia. E faremo bene a ricordarcene, perché l’alticcia baruffa che lo accompagna segna un punto di svolta nella condotta che concilia ignoranza e arroganza: la realtà non conta più, quel che rileva è l’affabulare dell’imbonitore. Abbiamo un problema? Sicuro: il debito eccessivo e, per giunta, in crescita. No, non corriamo l’immediato rischio di bancarotta, al contrario di quel che [leggi]

GIORGIO LA MALFAALLA CAMERA DEI LORD.” IL PRI FACCIA SUO KEYNES”

Lo spirito del recente libro di Alain Minc è già tutto nel titolo. Diavolo di un Keynes. Da un titolo così non ti aspetti una rigorosa disamina del pensiero dell’economista, né una ragionata analisi dell’attualità delle sue opere, alla luce della situazione attuale. E infatti è una raccolta dei tratti più sgradevoli della sua personalità, con la scusa dell’aneddoto si costruisce il ritratto di una personalità modesta, dotata, questo sì, di un ego smisurato. Ma la [leggi]

SCUDO PENOSO di Davide Giacalone

Sotto lo scudo penale c’è uno stato penoso. E la cosa non riguarda solo l’Ilva. Questa disgraziata faccenda almeno aiuti a capire una parte consistente dei nostri problemi collettivi. Emilio Riva, guida dell’Ilva dopo la privatizzazione, è morto da uomo non libero. Arrestato a 88 anni e privato dei suoi beni non in base a una sentenza, ma in via preliminare (luglio 2012). Il presupposto d’accusa è che l’Ilva avesse diffuso morte tutt’intorno. L’acciaio prodotto fu sequestrato, [leggi]

Gli interessi di Salvini di Davide Giacalone

Non facciamo gli interessi di Salvini. Attenti a non servire gli interessi di Salvini. Chi critica la legge di bilancio fa gli interessi di Salvini (tesi, da ultimo, esposta dal ministro dell’economia). Votare farebbe gli interessi di Salvini. Gli interessi di Salvini, novella fissazione di chi non riesce a trovare altro di interessante da dire. Salvini sarebbe quello che metteva magliette “no euro” e ora sostiene che è irreversibile; che il suo governo con i pentastellati sarebbe durato [leggi]

Contabilità della continuità di Davide Giacalone

La formula “salvo intese” non significa solo che mancano, segnala la nebbia in cui si muovono i conti pubblici. Approvata la nota di aggiornamento al documento di economia e finanza e varato il quadro entro il quale dovrà muoversi la legge di bilancio (che ancora non c’è), di intese ne servirebbero poche e marginali. Invece le si attende perché il tutto è confuso. La sostanza è che si tratta di contabilità nella continuità, salvo sapere che la continuità porta male. Ciascuna delle [leggi]

Sabba qualunquista di Davide Giacalone

Fra qualche ora sorgerà il sole sul sabba del qualunquismo, sull’ennesima giornata dell’antiparlamentarismo, salutando il terzo taglio del numero dei parlamentari. Il terzo tentativo è diverso dai primi due. Il primo fu di destra, il secondo di sinistra. Entrambe cancellati dal voto del popolo sovrano, nel cui nome si taglia, ritaglia e tritaglia. Come a dire: forse non ci si era capiti. Quello che prende corpo domani è un assalto di tipo nuovo, già di suo intimamente trasformista: [leggi]

La ricerca possibile di una maggioranza stabile di Stefano Passigli

Poco più di un anno fa, dopo il fallimento del primo tentativo di dar vita a un governo giallo-verde, scrivevo su queste colonne (25 aprile 2018) che sia la teoria dei giochi che la concreta formazione delle coalizioni di governo nelle democrazie parlamentari europee indicavano come possibile un’intesa tra Pd e M5S. Aggiungevo che ancorché sconfitto alle urne il Pd era la sola forza in grado di impedire un’alleanza M5S-Lega e che chiamandosi fuori si assumeva la responsabilità della sua [leggi]

OTTIMATI CONTRO BARBARI di Ernesto Galli della Loggia Corriere della Sera 19 agosto 2019

E così abbiamo i Barbari in casa, almeno a quanto dice l’Italia per bene, educata e rispettosa di tutte le etichette, l’Italia degli Ottimati. La quale ha scoperto che accanto a lei ma assai diversa da lei vive un’altra Italia: un Paese maleducato, sudaticcio, incolto, ignaro di cosa siano il «bene pubblico», la Costituzione e la London School, un Paese che detesta Greta e le Ong, frequenta spiagge troppo affollate e che quindi proprio per questo vota Lega o anche 5Stelle. L’Italia [leggi]

CHI CRESCE E CHI NO di Davide Giacalone

La Spagna cresce del 2.4%. Noi siamo fermi. Le cose vanno bene anche in Irlanda e Portogallo. Lo spread italiano, gli interessi in più che paghiamo sul debito pubblico, rispetto al più basso, tedesco, viaggia al triplo del Portogallo e più del triplo della Spagna. Eppure siamo la seconda potenza industriale d’Europa e abbiamo un’economia ben più grande di questi altri tre. Dovrebbe farci pensare perché Irlanda, Portogallo e Spagna l’austerità l’hanno fatta veramente, anche [leggi]

ALLA BASE DEL POPULISMO C’È IL DECLINO STRUTTURALE PER SCONFIGGERE L’UNO BISOGNA AGGREDIRE L’ALTRO di Enrico Cisnetto

È venuto il momento di alzare gli occhi. La fatale attrazione che esercita sull’opinione pubblica, via social e media, la quotidianità della politica, avvizzita in un “momentismo” – versione peggiore, in quanto accelerata, del “presentismo” – che la pervade completamente e che purtroppo va al di là della componente populista, ci impedisce sia di cogliere la complessità del presente sia di immaginare e programmare il futuro. È questa, a ben vedere, l’essenza dell’ormai [leggi]

Benetton , Di Maio e Salvini di Davide Giacalone

Si è coraggiosi difensori del popolo se, da governanti, si attaccano i Benetton? Si è coraggiosi difensori dei loro dipendenti se, da governanti, si difendono i Benetton? No, si dimostra solo che non si sa cosa significhi governare. Il rapporto perverso fra la politica e l’impresa non è solo quello d’asservirsi a un interesse particolare, ma anche quello di perseguirlo specificamente. Anche perché, nel secondo caso, si sarebbe asserviti all’interesse di un concorrente. Il governante e [leggi]

Meriti e peccati dell’Olimpiade di Davide Giacalone

Quando si spiegano le vele al trasformismo ci vuole poco a passare dal “mai metteremo un soldo per l’Olimpiade invernale” all’evviva abbiamo vinto, salvo poi approdare velocemente alla diffidenza per l’eccesso di entusiasmo, passando per uno scettico “e che sarà mai?”, per ripararsi nella baia dell’attenti che riparte la mangiatoia. Basta un refolo e il comandante che si gloria di far rotta a dritta scuffia a manca. Nell’attuale bollore la neve dovrebbe rinfrescare le idee, [leggi]

UN’IDEA PER CAMBIARE IL CSM: MIX DI ELEZIONE E SORTEGGIO

Giustizia A questo punto occorre procedere a un intervento radicale per modificare il ruolo delle correnti nella selezione dei membri del Consiglio Superiore Quanto emerge dalle indagini della Procura di Perugia sul comportamento di numerosi membri togati del CSM, e sulla loro collusione con altri magistrati e parlamentari, rischia di ledere irrimediabilmente un organo fondamentale per la tutela della indipendenza e autonomia della nostra magistratura, sino ad oggi considerato un unicum da [leggi]

L’ATTO DI SOTTOMISSIONE DI SALVINI A TRUMP E L’ATTACCO USA A DRAGHI. BISOGNA DECIDERE DA CHE PARTE STARE di Enrico Cisnetto

Secondo voi, se gli italiani venissero posti di fronte alla necessità di scegliere, e non per gioco, tra Mario Draghi e Donald Trump, per quale dei due opterebbero? Dalla torre butterebbero giù chi attraverso la politica monetaria della Bce ha reso possibile e straordinariamente duratura una stagione di costo del denaro mai così basso, di cui l’Italia è stata la prima beneficiaria, oppure la spinta la darebbero al simbolo dell’America First, che ha rinunciato ad ogni forma non solo di [leggi]

NON È IL DEBITO (ALTO) MA I RISCHI POLITICI (ALTISSIMI) A METTERE L’ITALIA AI MARGINI DELL’EUROPA di Enrico Cisnetto

Non prendiamoci in giro, il problema è politico, non contabile. Alla base della procedura d’infrazione avviata da Bruxelles contro l’Italia, c’è la profonda sfiducia che l’Europa nutre nei confronti del nostro Paese, e in particolare verso il Governo pentaleghista, che è considerato del tutto inattendibile. Sì, il debito è troppo alto, ma lo era anche prima, e la tabella di marcia di riduzione del deficit non viene rispettata, ma così fanno anche altri (e infatti, contrariamente a [leggi]