Recenti

SOMARI INCATTIVITI di Davide Giacalone

L’ignoranza cresce e le colpe sono diffuse. I dati pubblicati dall’Ocse non ci dicono nulla che già non sapessimo, ma ci dicono molto che ci si ostina a non volere capire. Peggio: lo si rifiuta.

Misurando la capacità di leggere e comprendere un testo i risultati migliori emigrano ad oriente. E già questo la dice lunga: i Paesi di più solida e lunga ricchezza dovrebbero essere i più istruiti, invece sono meno formativi e selettivi. Noi italiani siamo i messi peggio fra i messi male. I ragazzi italiani hanno raggiunto una media di 476 punti, contro i 487 della media Ocse. Ma questo già deprimente risultato deve essere corretto al ribasso: nel Sud è 453, nelle Isole 439. Il Nord sopra la media Ocse, il Sud sotto. Lo sapevamo già: l’Italia spezzata in due e la bancarotta di una funzione statale (che si registra anche nel settore giustizia). La sola novità, rispetto a quel che già sconsolatamente conoscevamo, è che in rilevazioni passate in quanto a calcolo le cose andavano peggio che in lettura, mentre questa volta il contrario. Ma sempre al ribasso.

Un ultimo dato: i ragazzi italiani sono quelli che fanno più assenze, battendo con distacco i secondi in classifica: i turchi. E questo dovrebbe servirci per approntare i rimedi.

Ci servono insegnanti che siano assunti per concorso e non per giacenza in graduatoria, che facciano carriera per merito e non per anzianità. Queste misurazioni dovremmo farle in continuazione, ad uso interno, in modo da capire per tempo cosa non va dove. Le medie servono a pesare un fenomeno collettivo, ma per curare un male non basta sapere quanti diabetici ci sono in media, occorre sapere chi sono. La meritocrazia deve premiare in cattedra come fra i banchi, così come deve fermare e escludere (se insegnanti) o aiutare (se studenti) i renitenti alla cultura.

Non basta, però. Il dato delle assenze ci dice anche un’altra cosa, che già dovremmo avere chiara: i ragazzi italiani non sono più cagionevoli o più deficienti degli altri, il guaio è che le famiglie sono divenute conniventi con l’ignoranza. Il problema di un cattivo voto, un tempo, non era in classe, ma a casa. Ora si va a casa per invitarli a protestare contro chi mise un cattivo voto. Al ricevimento dei genitori c’era chi, esagerando, invitava i docenti a suonarle ai pargoli, pur di istruirli. Perché: “non devono fare la mia vita”. Ora ci si reca per intimare al dispensatore di voti di non osare frapporsi alla felicità dell’adolescente e ai programmi vacanzieri della famiglia. Possibile solo perché i genitori stessi sanno di vivere in un benessere che non si sono conquistati per merito, ma per eredità, rendita, corporazione.

Certo, ovvio: non tutti così. C’è qualità e responsabilità fra insegnanti, studenti e famiglie. Ma la misurazione complessiva è terribilmente negativa.

Guardate quegli orridi dati e misurate la devastazione indotta dall’assistenzialismo (che ci si ostina a far crescere) e dalla deresponsabilizzazione, travestita da mendace bontà di chi vuol risparmiare ai piccoli di misurarsi con il dolore, foss’anche quello simbolico della pagella, così avviandoli a dolori veri. Una miscela che genera ignoranza e rabbia, rancore e cupezza. Dopo di che ci sono due vie: la prima consiste nel fare i conti con gli errori commessi e rimediare, riprendendo la dignitosa via della conoscenza, del lavoro e della crescita economica; la seconda è quella più in voga, consistente nel maledire l’Ocse e affermare, con trono da saccente troglodita, che non è con i test che si misura la cultura. Ove porti la seconda via non c’è bisogno di dirlo, anche perché siamo già abbastanza avanti nel cammino.

 

Informazioni su Unita' Repubblicana ()
Associazione politica per l'Italia della ragione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: