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LE RESPONSABILITA’ DEL PD – 12 marzo 2018 a cura di U.R.

 

L’ultima freccia avvelenata Matteo Renzi l’ha scoccata contro il PD lunedì mattina, quando ormai i risultati disastrosi per il suo partito erano noti, dichiarando che il PD sarebbe andato all’opposizione, perché quello era stato il mandato degli elettori. Una tesi subito e ancora condivisa dai suoi sodali, ma che si basa su una distorta interpretazione della Carta Costituzionale.

Fino a quando non sarà cambiata, la Costituzione italiana disegna una architettura istituzionale che si basa sul regime parlamentare. I governi si formano in Parlamento. I cittadini non eleggono un Governo, bensì i loro rappresentanti, che a loro volta formano il Parlamento, cui spetta il dovere e il potere di trovare una maggioranza di Governo. Non a caso, l’art. 67 della Costituzione consacra il diritto di ogni parlamentare ad agire senza vincolo di mandato.

Gli elettori italiani si sono espressi il 5 marzo e hanno inviato alle Camere i loro rappresentanti, ancorché attraverso una legge elettorale farlocca, che imponeva alleanze artificiali, al solo scopo di bloccare l’avanzata dei 5 Stelle. Oggi, il Parlamento rappresenta, bene o male, i cittadini italiani e poiché nessun partito ha ottenuto da solo la maggioranza, occorrerà inevitabilmente arrivare ad un Governo di coalizione.

La democrazia si basa, non a caso, su accordi tra forze politiche diverse. Il compromesso e la mediazione tra programmi distinti porta, infatti, a quel risultato di mediazione che è compito del Parlamento e non degli elettori.

Se queste sono le regole del gioco costituzionale non vi è alcun dubbio che, al contrario di quello che pensano Renzi e i suoi sodali, il PD sia chiamato a svolgere un ruolo chiave nella formazione del nuovo Governo. Se le alternative sono tra un Governo di centro-destra e un Governo di 5 Stelle, spetterà al PD compiere la scelta. Non sappiamo quali saranno le decisioni interne al Partito Democratico, ma è certo che dovrà decidere se essere un partito di opposizione, ovvero responsabilmente un partito di Governo, come dovrebbe essere nella sua natura e come era negli intenti dei suoi fondatori.

Al Presidente della Repubblica spetta un compito fondamentale: quello di richiamare tutte le forze politiche al rispetto delle norme costituzionali e di imporre che in Parlamento si trovi un accordo di maggioranza sui punti necessari a far marciare il Paese senza deviazioni, archiviando i sogni fantasiosi delle settimane elettorali.

Per fortuna l’Italia non è ancora una Repubblica plebiscitaria, come era e come, purtroppo. è ancora permane nelle intenzioni di qualche demagogo.

Informazioni su Unita' Repubblicana ()
Associazione politica per l'Italia della ragione

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