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I repubblicani contro l’invasione dei populismi – Roma 31 gennaio 2017

Manca poco più di un mese alla conclusione della più squallida campagna elettorale che la Repubblica Italiana ha vissuto nei suoi oltre 70 anni di vita. Una legge elettorale costruita ad personam dalla coppia Renzi-Berlusconi, nel tentativo di arginare l’avanzata del movimento di Grillo e che ha imposto finte coalizioni, mescolando maggioritario con un altrettanto finto proporzionale, produrrà, espropriando il diritto degli elettori, un Parlamento di nominati tenuti a rispondere soltanto al loro capo. Ancora una volta, una mortificazione dei principi di rappresentanza democratica sanciti dalla Costituzione. Una Costituzione oramai vilipesa e dissacrata dai modesti personaggi senza storia e senza cultura che occupano da padroni la scena politica. Anche queste elezioni, alterando la volontà degli italiani, non ci libereranno, purtroppo, dall’incubo della seconda Repubblica.

Si chiede oggi sul Corriere della Sera Galli Della Loggia “che cosa abbiamo fatto per meritarci tutto questo?”. E’ questa la domanda alla quale come cittadini dobbiamo rispondere. Perché si è lasciato, senza reagire, anzi assecondandolo, che il colpo di Stato mediatico-giudiziario liquidasse tutte le forze politiche e democratiche della prima Repubblica? Senza comprendere che la liquidazione di quelle forze politiche avrebbe portato al dissolvimento di quel sentimento collettivo che tiene unita una collettività di popolo, pur nelle sue differenziazioni?

E’ con la fine della prima Repubblica e dei partiti che, pur nelle loro manchevolezze, l’avevano costruita sulle ceneri del fascismo, che si è creato uno iato sempre più incolmabile tra la politica e i cittadini, privi ormai di punti di riferimento anche ideologici, decretando, come ha ben individuato Giuseppe De Rita, la supremazia di una componente antropologica: vince ormai l’indifferenza per quel che avviene nella vita comunitaria che trasforma i cittadini in un “elettorato senza condivisione di sentimenti collettivi”.

In questa corsa alla chiusura nel privato e nel particolare si sono perse le grandi visioni che animavano un tempo ormai lontano il confronto e le scelte politiche, mentre continuiamo ad essere travolti da ondate di populismo crescente che hanno pervaso i partiti senza storia che oggi si spartiscono il Parlamento. Sui giornali, in televisione e su tutti i social network impazza la rincorsa a chi offre di più. Più bonus e meno tasse. Questo è il programma elettorale che unifica senza sostanziali differenze i tre schieramenti che occupano il quadro politico: dal centro-destra di Berlusconi-Salvini, al partito ormai proprietà privata di Matteo Renzi, al grillismo protestatario. L’ultima performance di questa squallida esibizione è stata la rincorsa a candidare esponenti della cosiddetta società civile, senza particolari meriti se non quello di essere stati vittime di aggressioni personali o parenti di ammazzati dalla malavita: un estremo tentativo di camuffamento dietro cui nascondere l’incapacità di un’intera classe politica.

In questa situazione, l’unica novità è la presenza in molte regioni sulla scheda elettorale delle liste del Partito Repubblicano Italiano, che, per una serie di fortunate circostanze è riuscito a bypassare l’imposizione della raccolta delle firme ma, cosa più importante, a collocarsi fuori dai tre schieramenti populisti. Sarà estremamente difficile riuscire a raggiungere l’obiettivo di una presenza parlamentare. Ciò non toglie che per la prima volta dopo tanti, troppi, anni i repubblicani saranno presenti con il loro nome e il loro simbolo in una competizione elettorale senza dover chiedere accoglienza a nessuno.

Unità Repubblicana chiede a tutti di sostenere questa battaglia e lo chiede soprattutto a quei repubblicani disaffezionati alla propria autonomia e che hanno cercato protezione e accoglienza sotto le ali di Berlusconi o di Renzi. Oggi è il tempo di uno scatto di orgoglio. Diamo agli italiani la possibilità di votare per la difesa comune di quei valori di convivenza democratica che sono alla base della Repubblica e della Costituzione del ’48, scrollandosi dall’ipoteca dei tre populismi di Berlusconi, di Renzi e di Di Maio.

Unità Repubblicana

Informazioni su Unita' Repubblicana ()
Associazione politica per l'Italia della ragione

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