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Lettera al direttore Marco Travaglio

Caro Direttore,  sul quotidiano da Lei diretto è apparso un articolo a firma di Tommaso Rodano in cui si parla, ovviamente con ironia, dello “scantinato degli eredi di La Malfa” dove oggi ha sede ufficiale il Partito Repubblicano Italiano. Per onore della storia vorrei ricordare che quella sede, in Via Turba in Prati, è stata una delle sezioni storiche del repubblicanesimo italiano. Tanto per fare nomi è stata la sezione di Randolfo Pacciardi, il leggendario comandante della Brigata Garibaldi nella guerra civile spagnola del ’36 e il teorico di quella repubblica presidenziale di tipo americano, che decisamente nulla ha a che fare con la prospettiva autoritaria che l’italicum e la riforma costituzionale Renzi-Boschi-Verdini tentano di imporre agli italiani.  A proposito, vorrei ricordare a Tommaso Rodano, che Verdini sarà cresciuto nel PRI, ma certamente la sua presenza è stata assolutamente irrilevante.

Ciò premesso, mi preme ricordare ai lettori del suo giornale che i repubblicani non sono tutti in uno “scantinato”. La diaspora repubblicana seguita alla fine della Prima Repubblica si è apparentemente dispersa in altre formazioni politiche di centro-destra e di centro-sinistra, ma i repubblicani non si trovano a loro agio in casa altrui. Per questo abbiamo costituito già da parecchi mesi l’Associazione Unità Repubblicana, che è al terzo piano in un palazzo di Piazza Ara Coeli a Roma. Il nostro obiettivo è proprio quello di ridare voce e presenza ad una forza politica che ha segnato incisivamente la storia italiana, oltre che dal Risorgimento in poi, anche dalla costituzione della Repubblica, nella convinzione che proprio nel momento di massima confusione e di degrado della vita politica nel quale oggi viviamo, siano necessarie chiarezza di idee, di posizioni e di programmi, sempre nel solco di quei riferimenti ideologici che si richiamano ai valori del laicismo e della democrazia repubblicana. In questa prospettiva abbiamo tentato di presentarci alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale di Roma con una Lista Nathan che, come precisato nel nome, voleva unire laici, democratici e repubblicani. Ci sono, però, mancate 200 firme. Colpa evidentemente della nostra inesperienza. Abbiamo scelto, sin dall’inizio, di indicare come candidato Sindaco l’ingegner Alfio Marchini per due motivi: il primo perché la lista Marchini era ed è una lista civica lontana dagli schieramenti di centro-sinistra e di centro-destra. Il secondo perché il programma di Marchini su Roma è stato elaborato in mesi di studio ed è decisamente il programma migliore per ridare credibilità alla gestione della città. Ancorché la nostra lista non sia stata ammessa, l’ingegner Marchini ha voluto inserire nella sua squadra di Governo il nostro capolista, il professor Cesare Greco, noto cardiochirurgo che dovrà occuparsi di un piano sanitario per Roma. Ma abbiamo anche costituito un comitato dei repubblicani per il no alla riforma costituzionale Renzi-BoschiVerdini. Il nostro no è chiaro e preciso. Siamo convinti che la Costituzione si possa e si debba riformare garantendo però governabilità, e soprattutto equilibrio dei poteri e rappresentanza parlamentare. Per questo chiediamo di votare no e chiediamo alle altre forze politiche un impegno alla convocazione di un’assemblea costituente, proporzionalmente rappresentativa di tutto il popolo italiano e in quanto tale legittimata ad approvare le necessarie modifiche costituzionali.

Con cordialità.

Unità Repubblicana  Giancarlo Tartaglia

Roma, 25 maggio 2016

Informazioni su Unita' Repubblicana ()
Associazione politica per l'Italia della ragione

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