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Amici giapponesi

Cari amici repubblicani, mi identifico volentieri ed orgogliosamente in uno di quei soldati giapponesi che, fideisticamente a guerra finita, continua a riferirsi nella quotidianità alla cultura, ai valori ed alle tradizioni repubblicane e mazziniane. Deluso dal PRI svenduto al pregiudicato, deluso dal MRE al quale, dopo il Congresso di Bari ho dato l’anima, ho scelto di testimoniare ed onorare in silenzio e con l’esempio del mio modo di essere nella quotidianità gli ideali ai quali mi sono sempre riferito, e ciò a prescindere dai ruoli pubblici da me in passato rivestiti e, men che mai, da ipotetiche cadreghe o sgabellini tanto cari a quei miserabili personaggi che si sono soltanto serviti del soggetto politico repubblicano, partito o movimento che sia, ma che al partito non hanno mai dato nulla se non danni politici, economici e d’immagine. Per tali ragioni non ho mai inteso sottoscrivere ulteriormente, ed a maggior ragione non intendo certamente farlo oggi, alcuna tessera, nè potrei essere disponibile a partecipare o a collaborare con quanti, in un passato remoto o recente, si sono resi responsabili moralmente, politicamente e/o economicamente del degrado e dello sfascio politico e d’immagine di quel glorioso PRI, un tempo soggetto splendente nello scenario politico del nostro Paese della luce della propria cultura e dei propri valori, oltre che per l’attività e la rappresentatività dei suoi illuminati padri fondatori. A quegli amici “giapponesi” che ancora dovessero esistere mi permetto però di dare un consiglio: non state a begare su questo o su quel tesseramento, a questionare su un regolamento congressuale, su delegati o su una commissione verifica poteri; prendete “generosamente” a calci in culo senza riserve e senza tentennamenti coloro che si sono resi responsabili dell’attuale stato del PRI e del suo degrado e disinfestate il partito. Solo con una pulizia etnica di quanti tutto hanno dimostrato tranne che di essere autenticamente repubblicani potrà forse rinascere a nuova vita un partito che, nel solco del suo glorioso passato, possa riappropriarsi delle sue storiche prerogative di coscienza critica, ma non solo, e costituire un riferimento autenticamente riformatore nel panorama politico nazionale, un riferimento così necessario e, purtroppo, attualmente insufficientemente rappresentato. Solo così, forse, tra giapponesi ci si potrebbe … ritrovare! Arigatò

sen. Vincenzo Garraffa

18 marzo 2015

Informazioni su Unita' Repubblicana ()
Associazione politica per l'Italia della ragione

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